Libri e film sull'assedio di Sarajevo
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Libri e film sull'assedio di Sarajevo

Quick Answer

Cosa dovrei leggere o guardare prima di visitare Sarajevo per capire l'assedio?

Inizia con il diario di Zlata Filipovic e Sarajevo Daily di Tom Gjelten per una testimonianza diretta, poi il romanzo Il violoncellista di Sarajevo di Steven Galloway e il film No Man's Land per capire come la guerra e stata raccontata in seguito. La serie della BBC The Death of Yugoslavia offre il contesto politico piu ampio che nessuno di questi copre da solo.

La maggior parte delle persone arriva a Sarajevo conoscendo le linee generali dell’assedio ma non i dettagli, e la maggior parte riparte con il desiderio di aver letto qualcosa prima. Questa pagina e una lista di letture e visioni, non un itinerario a piedi: nessun orario di apertura, nessun prezzo del biglietto, niente che richieda una mappa. Esiste per permetterti di prepararti a casa, in aereo, o dopo, quando un luogo attraversato in un pomeriggio richiede piu contesto di quanto possa darne una targa. Ogni titolo qui sotto e un’opera reale, pubblicata, reperibile, con il tema e l’anno indicati dove l’anno e accertato. Nulla di vago, nulla di inventato.

Letture e visioni prima di atterrare

L’assedio di Sarajevo duro dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996, 1.425 giorni, il piu lungo assedio di una capitale nella guerra moderna. Circa 11.000 persone furono uccise, quasi 1.600 delle quali bambini. Questa singola frase e di solito il punto in cui si ferma una guida turistica, e lascia quasi del tutto in bianco l’esperienza reale di quegli anni. Libri e film colmano quel vuoto in modi che un tour a piedi, per quanto buono, non puo: si estendono per centinaia di pagine o novanta minuti, seguono una famiglia o una strada invece di un’intera citta, e sono stati per lo piu realizzati da persone che hanno vissuto quello che raccontano o hanno lavorato direttamente con chi lo ha vissuto.

Niente di quanto segue vuole essere presentato come piu importante del tour dell’assedio o del Tunnel della Speranza in se. E una preparazione, utile prima di quelle visite o dopo, quando si sono accumulate domande a cui il commento della guida non ha risposto del tutto.

Testimonianze dirette

Tre libri sono stati scritti da persone che vivevano l’assedio mentre accadeva, non ricostruiti in seguito.

Zlata Filipovic, Il diario di Zlata: la vita di una bambina a Sarajevo (1994). Filipovic inizio il suo diario nel 1991, prima della guerra, come un normale diario da bambina; diventa un resoconto di guerra mentre l’assedio si stringe attorno all’appartamento della sua famiglia. Fu pubblicato a livello internazionale quando lei era ancora adolescente ed e spesso paragonato al diario di Anna Frank, un paragone rispetto al quale la stessa Filipovic e stata ambivalente, dato che la sua famiglia sopravvisse e lascio Sarajevo, mentre Frank no. Resta l’opera singola piu letta uscita dall’assedio, e la piu accessibile per un lettore senza alcun background sulla guerra.

Tom Gjelten, Sarajevo Daily: A City and Its Newspaper Under Siege (1995). Gjelten, corrispondente americano, trascorse l’assedio facendo reportage insieme alla redazione di Oslobodjenje, il quotidiano di Sarajevo che continuo a stampare per tutta la guerra, a volte da uno scantinato, dopo che il suo edificio fu distrutto. Il libro parla meno di una singola famiglia e piu delle istituzioni della citta che rifiutano di smettere di funzionare sotto i bombardamenti, raccontato attraverso la redazione piuttosto che attraverso un unico nucleo familiare. E la scelta migliore se cio che cerchi e come la citta veniva amministrata e rifornita, piuttosto che un racconto emotivo.

Semezdin Mehmedinovic, Sarajevo Blues (pubblicato in bosniaco nel 1992, traduzione inglese 1998). Una breve raccolta frammentaria di prosa e versi scritta durante lo stesso assedio, da un poeta rimasto in citta. Non somiglia a un memoir convenzionale: brevi voci datate, piu vicine a pagine di un taccuino che a capitoli narrativi. E il piu corto dei tre e quello da scegliere se un memoir intero sembra un impegno eccessivo prima di un viaggio.

La narrativa scritta in seguito

Miljenko Jergovic, Sarajevo Marlboro (1994, traduzione inglese 1997). La raccolta di racconti brevi di uno scrittore bosniaco-croato, ambientati dentro e attorno alla citta assediata, narrativa costruita sulla trama della vita in tempo di guerra piuttosto che su un’unica vicenda. Jergovic era un giovane giornalista a Sarajevo durante l’assedio; i racconti attingono a quell’esperienza senza essere autobiografia.

Michael Nicholson, Natasha’s Story (1993). Il memoir di un corrispondente televisivo britannico sulla copertura dell’assedio e la sua decisione di portare fuori dalla Bosnia con se un’orfana di nove anni, Natasha. E un memoir piuttosto che un romanzo, ma e inserito qui tra la narrativa perche la sua eredita e arrivata attraverso l’adattamento: divenne la base del film del 1997 citato piu sotto.

Steven Galloway, Il violoncellista di Sarajevo (2008). La narrativa di uno scrittore canadese, ispirata a un fatto reale: il 27 maggio 1992, un colpo di mortaio uccise 22 persone in coda per il pane in via Vase Miskina (oggi Ferhadija), e il violoncellista Vedran Smailovic suono sul posto per 22 giorni consecutivi in tributo. Il romanzo di Galloway prende quel gesto come punto di partenza e segue tre personaggi inventati, non Smailovic stesso, attraverso l’assedio. E il romanzo legato all’assedio piu tradotto e una scelta ragionevole se vuoi una sola opera di narrativa invece di una testimonianza.

Film

Welcome to Sarajevo (1997), diretto da Michael Winterbottom. Un lungometraggio di finzione basato su Natasha’s Story di Michael Nicholson, che segue un giornalista britannico che porta fuori dalla citta assediata una bambina. Per ragioni pratiche e di sicurezza dell’epoca, gran parte fu girata in Croazia invece che a Sarajevo, in sostituzione della citta in guerra.

No Man’s Land (2001), diretto da Danis Tanovic. Un film bosniaco, non ambientato specificamente a Sarajevo ma nella piu ampia guerra bosniaca, che segue un soldato bosniaco e uno serbo intrappolati insieme in una trincea tra le linee, con un terzo uomo disteso su una mina attiva sotto di loro. Vinse il Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera nel 2002, il primo Oscar per una produzione bosniaco-erzegovese. Il suo tono e piu vicino alla commedia nera rispetto alle altre opere di questa lista, cosa che vale la pena sapere in anticipo.

Grbavica (2006), diretto da Jasmila Zbanic. Prende il nome dal quartiere di Sarajevo in cui e ambientato, e segue una madre che cresce una figlia concepita attraverso uno stupro di guerra da parte delle forze serbe, e il segreto che ha tenuto nascosto alla ragazza. Vinse l’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2006. Fu girato a Sarajevo, nel quartiere da cui prende il nome.

Quo Vadis, Aida? (2020), diretto da Jasmila Zbanic. Copre la caduta di Srebrenica nel luglio 1995 attraverso una traduttrice bosgnacca dell’ONU che cerca di salvare la sua famiglia mentre i caschi blu olandesi non riescono a impedire il massacro che seguira. Fu candidato al Premio Oscar per il miglior film internazionale nel 2021. E l’unica opera di questa pagina che parla specificamente di Srebrenica invece che dell’assedio di Sarajevo, ed e la piu difficile da guardare tra quelle elencate qui; avvicinatevi come vi avvicinereste al memoriale di Srebrenica stesso, senza aspettarvi che sia una visione di sottofondo.

In the Land of Blood and Honey (2011), diretto da Angelina Jolie. Un lungometraggio di finzione ambientato durante la guerra bosniaca, che segue una relazione tra un soldato serbo-bosniaco e una donna bosgnacca che tiene prigioniera, accolto in modo contrastante dal pubblico e dalla critica bosniaci al momento dell’uscita; e incluso qui come titolo ampiamente conosciuto, non come raccomandazione rispetto ai film bosniaci elencati sopra.

Una serie documentaria per la politica

The Death of Yugoslavia (1995), BBC. Una serie documentaria in sei parti che copre la disgregazione della Jugoslavia attraverso tutte le sue guerre, non solo l’assedio di Sarajevo, costruita da estese interviste con le figure politiche e militari coinvolte, tra cui Slobodan Milosevic e Radovan Karadzic, girate a ridosso degli eventi stessi. Nessuno dei libri o dei film di finzione sopra elencati spiega come uno stato federale multietnico si sia frantumato nella guerra che ha prodotto l’assedio; questa serie e dove quella spiegazione si trova.

E densa e lunga, piu vicina a un corso che a una visione serale, ma e la cosa piu utile in assoluto su questa pagina per capire perche l’assedio sia avvenuto, come sfondo a un

tour dell’assedio

o a una visita che comprende Sniper Alley.

Dove si inserisce il War Childhood Museum

Il War Childhood Museum di Sarajevo, vincitore del Premio del Museo del Consiglio d’Europa nel 2018, e costruito dallo stesso materiale grezzo del diario di Zlata Filipovic e di Sarajevo Blues di Mehmedinovic: testimonianze in prima persona di persone che erano bambini durante l’assedio, insieme a un oggetto personale scelto da ogni contributore per rappresentare la propria esperienza. La differenza sta nella scala e nella forma.

Filipovic e Mehmedinovic scrissero ciascuno un unico racconto continuo; il museo raccoglie diverse centinaia di brevi testimonianze, per lo piu di un paragrafo o due, disposte per oggetto piuttosto che per autore. Se il diario di Zlata e l’unico libro che leggerete prima di visitare Sarajevo, il museo e dove vedrete che non fu un’esperienza isolata: decine di altri bambini tenevano lo stesso tipo di diario, con parole proprie, nello stesso periodo.

Una tabella di riferimento

TitoloAutoreAnnoFormaTema
Il diario di ZlataZlata Filipovic1994DiarioIl resoconto di una bambina durante l’assedio
Sarajevo DailyTom Gjelten1995SaggisticaIl quotidiano Oslobodjenje sotto assedio
Sarajevo BluesSemezdin Mehmedinovic1992 / 1998 (inglese)Prosa e versiAnnotazioni di un taccuino di guerra
Sarajevo MarlboroMiljenko Jergovic1994 / 1997 (inglese)Racconti breviLa vita dentro e attorno a Sarajevo assediata
Natasha’s StoryMichael Nicholson1993MemoirUn giornalista e un’orfana evacuata
Il violoncellista di SarajevoSteven Galloway2008RomanzoIspirato al massacro della fila per il pane in via Vase Miskina
Welcome to SarajevoMichael Winterbottom (regia)1997LungometraggioAdattato dal memoir di Nicholson
No Man’s LandDanis Tanovic (regia)2001LungometraggioDue soldati intrappolati in una trincea
GrbavicaJasmila Zbanic (regia)2006LungometraggioUna madre, una figlia, lo stupro di guerra
Quo Vadis, Aida?Jasmila Zbanic (regia)2020LungometraggioLa caduta di Srebrenica
In the Land of Blood and HoneyAngelina Jolie (regia)2011LungometraggioUna relazione attraverso la divisione bellica
The Death of YugoslaviaBBC1995Serie documentariaLa disgregazione della Jugoslavia e le sue guerre

Una nota su cosa manca

Il graphic journalism di Joe Sacco Safe Area Gorazde (2000) e spesso consigliato insieme a questi titoli; appartiene a una storia adiacente ma distinta, l’enclave assediata orientale di Gorazde invece di Sarajevo, e vale la pena leggerlo per la guerra piu ampia, ma non e un’opera sull’assedio di Sarajevo come il resto di questa lista.

Il ponte sulla Drina di Ivo Andric, ambientato a Visegrad e concluso attorno al 1914, si colloca nella stessa posizione: essenziale per la storia piu lunga della regione e da abbinare a Andricgrad o a una gita di un giorno a Visegrad, ma precede l’assedio di quasi ottant’anni e non aiutera a capire il periodo 1992-1996. Dove l’anno o la storia produttiva esatta di un titolo non erano verificabili, e stato omesso da questa pagina invece di essere indovinato.

Abbinare le letture a cio che vedrete

Nessuna di queste letture sostituisce il fatto di stare sul terreno che descrivono, ed e vero anche il contrario: una passeggiata lungo Sniper Alley o davanti a una Rosa di Sarajevo significa di piu se si e gia letto il diario di Filipovic o il resoconto di Gjelten, rispetto a non averlo fatto.

Una passeggiata guidata che collega i luoghi dell’assedio funziona bene come secondo passo, dopo la lettura piuttosto che al posto di essa. Il

Total Siege Tour attraversa in sequenza i principali luoghi dell’assedio in tutta la citta con una guida locale

, e una versione piu breve, il

Siege Tour Understanding the War, copre lo stesso terreno dedicando piu tempo al contesto politico

che The Death of Yugoslavia illustra a lungo.

Per il Tunnel della Speranza in particolare, il

tour guidato in bicicletta che raggiunge Butmir e include l’ingresso al museo del tunnel

copre l’unica struttura fisica che compare, direttamente o indirettamente, in quasi tutto quello che c’e in questa pagina.

Se preferite costruire il vostro itinerario invece di seguirne uno guidato, la guida al tour dell’assedio e il confronto tra i musei di guerra di Sarajevo illustrano cosa si raggiunge a piedi e cosa richiede un mezzo di trasporto, e visitare Sarajevo con rispetto vale la pena leggerlo insieme a entrambi, sul tono quanto sulla logistica. Per il contesto politico piu ampio dietro a tutto questo, il contesto della guerra bosniaca per i visitatori e il testo complementare a questa pagina: quello copre il conflitto nel suo insieme, questo copre come e stato scritto e filmato.

Chiunque intenda visitare la Vijecnica, ricostruita dopo l’incendio del 1992 che ne distrusse gran parte della collezione, o il Ponte Latino, trovera nelle letture sopra un contesto che nessuno dei due siti puo offrire da solo con una targa. Per Srebrenica in particolare, la Galerija 11/07/95 e il posto giusto per prepararsi sul posto prima o dopo la visita al memoriale stesso; Quo Vadis, Aida? e l’unico film qui che parla direttamente di quella storia, e vale la pena guardarlo prima di quella giornata piuttosto che dopo.

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